QI GONG
GINNASTICA BIOENERGETICA CINESE

Qi gong significa la “pratica dell’energia” (qi “energia”, gong “lavoro, pratica”).
Il nome antico era dao yin tu na “guidare l’energia, emettere il respiro”, nel linguaggio della pratica abbreviato semplicemente in dao yin.

Si tratta della ginnastica “bioenergetica” o “dolce” cinese per eccellenza: l’obiettivo durante la pratica è quello del benessere psico-fisico mediante il riequilibrio delle “energie yin-yang”, facendo circolare il qi per accrescere l’energia interna attraverso la rete dei jingluo o “meridiani”, grazie alla stretta correlazione che c’è nel corpo umano tra la cute, i muscoli, i nervi e gli organi interni.
Qi significa anche “soffio vitale” o “spirito”, con un’accezione simile a quella del greco antico pnéuma e del sanscrito prana.
Il qi è dunque la “bioelettricità” ed il “biomagnetismo” che fluiscono nell’organismo umano visto come un sistema biomeccanico e chimico al contempo (costituito cioè non solo da muscoli, ossa e articolazioni, ma anche da fascia o tessuto  connettivo, interstizi, visceri e fluidi), mediante il respiro, il movimento fisico e la “visualizzazione percettiva”.

Esso ha origini molto antiche: le prime testimonianze le troviamo presso il villaggio di Mawangdui, vicino a Changsha, capitale della provincia dell’Hunan, dove sono stati ritrovati all’interno di una tomba del primo periodo della dinastia Han (circa II secolo a.C.) diversi frammenti parzialmente illustrati uno dei quali mostra quarantaquattro uomini impegnati in movimenti ed esercizi di controllo della respirazione.
Le posizioni portano il nome di animali selvatici che simboleggiano il tipo di malessere o di malattia che l’esercizio tende a “curare”.
Il  qi gong è anche citato nello Huángdì nèijīng Suwen, il “Canone di medicina interna dell’Imperatore Giallo – Domande semplici” (circa II secolo a.C.), scritto sotto forma di dialogo tra l’imperatore e un suo consigliere.
Si tratta del trattato di medicina cinese più antico di cui si è tramandata la versione integrale.
La nascita del “qi gong moderno” data invece nel 1955 in corrispondenza dell’apertura di una clinica dedicata a Tangshan e della pubblicazione dei primi trattati contemporanei.

Sono esistite nel passato ed esistono tutt’oggi numerose correnti di qi gong: quelle correlate alle correnti culturali che le hanno prodotte, come il qi gong confuciano, taoista e buddista; il qi gong medico, connesso alla MTC o “Medicina Tradizionale Cinese”; il qi gong marziale, collegato alla pratica delle arti marziali.

Il qi gong confuciano si risolve essenzialmente in una serie di prescrizioni comportamentali, essendo stato ideato e praticato da dignitari di corte, mentre quello taoista (spesso detto nei dan, “elisir interno”) e buddista (spesso detto wei dan, “elisir esterno”), nato in ambienti monastici, è costituito da vere e proprie scuole con diverse branche  e numerose categorie di esercizi con finalità non solo di salute e longevità, ma anche di evoluzione personale, culturale e spirituale; per questo viene detto qi gong “alchemico”.

Il qi gong medico si distingue in: “antico o imperiale”, quello praticato prima del 1911 (anno di caduta dell’Impero cinese e di nascita dell’epoca moderna nella storia di questo Paese), soprattutto all’interno della “Città Proibita”, il palazzo imperiale di Beijing (Pechino); e quello “moderno” creato sulla base del precedente a metà degli anni cinquanta del secolo scorso in ambiente medico scientifico, oggi catalogato in tutto il mondo come specializzazione dei laureati in medicina e chirurgia.

Il qi gong marziale, spesso denominato nei gong, “lavoro interno”, è anch’esso collegato alle tradizioni “alchemiche” taoiste e buddiste e rappresenta una forma di sincretismo tra le pratiche derivanti dalle “arti marziali interne” (es.: Xing yi quan, Ba gua zhang, Tai ji quan) e quelle derivanti dal qi gong “antico o imperiale”.

Il qi gong è caratterizzato dall’esecuzione di movimenti naturali, lenti, morbidi, circolari o sferici, rilassati, da esercizi di respirazione ed altri di “visualizzazione” e “sensibilizzazione energetica”, con i quali si potenziano non solo l’apparato locomotore, ma anche l’attività mentale le “percezioni”.
In Cina, difatti, l’essere umano è considerato un sistema tripolare costituito da: yi, la mente; qi, l’energia; li, il corpo.
Numerosi e vari sono gli effetti benefici.
Dal punto di vista fisico: si tonificano i polmoni, il ritmo respiratorio si riduce con un salutare risparmio di energia; aumenta la salivazione e accelera la peristalsi (i movimenti e le secrezioni dello stomaco) con benefici per la digestione; il cuore si “riposa”, il battito cardiaco rallenta e la  pressione arteriosa si regolarizza, migliora la circolazione venosa; nel sangue aumentano i linfociti e gli anticorpi che difendono l’organismo; stimola la termoregolazione, gli ormoni della crescita e quelli che regolano l’attività sessuale.
Dal punto di vista psichico: aumenta l’autostima, si diventa più attivi, più determinati, si acquista vitalità, ottimismo e fiducia in se stessi.

Marco De Acetis
Maestro di Wushu tradizionale (Arti marziali cinesi “interne”)
C.S.E.N.- C.O.N.I.