Introduzione
Lo Xinyi quan delle Sei Armonie e dei Dieci Animali della
provincia dell’Henan, lo stile marziale dei cinesi
mussulmani (Hui) nonostante l’isolamento che ha vissuto
per secoli non è mai stato vicino all’estinzione
grazie alla pratica appassionata di tanti maestri.
Oggi al contrario di tanti stili di kung fu è ancora
più o meno la stessa tecnica che i mussulmani iniziarono
a praticare per primi più di trecentocinquanta anni
fa.
Dopo l'apertura ed il cambiamento della società cinese
e della comunità. cinese mussulmana si potrebbe pensare
che questo stile completo sia assai diffuso, ma purtroppo
non è così.
Secondo alcuni maestri la mancanza di popolarità
è dovuta al fatto che lo Xinyi è ancora oggi
uno stile il cui scopo è quello di combattere per
eliminare l’avversario, le finalità salutistiche
vi sono, ma sono indirette, conseguenti alla pratica.
Tuttavia, sebbene non sia praticato per la salute sembra
che la migliori notevolmente. La maggior parte dei maestri
di Xinyi è longeva: essi sono vissuti spesso fino
a settanta anni e molti di loro hanno raggiunto gli ottanta
ed i novanta. Per i canoni della Cina dei secoli scorsi
questo era un traguardo ragguardevole.
Soprattutto lo Xinyi quan non ha finalità sportive,
non ci si allena per vincere le medaglie nei campionati.
Similitudini e differenze con gli altri stili interni
La caratteristica più importante dello Xinyi quan
è che si tratta di uno stile interno al pari del
Taiji quan e del Bagua zhang, le tre cosiddette “Arti
sorelle” del Nei Jia Quan , la “Scuola dello
Stile Interno (o Interiore)”.
La similitudine principale tra queste tre scuole consiste
nel fatto che ciascuna di esse è un’arte marziale
tanto raffinata quanto terribile perché non utilizza
la forza che deriva dai movimenti veloci dei muscoli esterni
di braccia e gambe, ma la forza interiore che nasce dalla
fusione mente-energia-corpo.
Il praticante di stili interni cerca di produrre la forza
elastica (o “raffinata”) interna o Nei Jing
la quale per esprimersi usa il corpo in modo indiretto e
può essere accresciuta negli anni, pertanto è
virtualmente illimitata, al contrario della forza esterna
o Li che è prodotta direttamente dal corpo e decresce
con l’avanzare dell’età.
L’altro contenuto sostanziale degli stili interni
è il tempo dedicato all’allenamento e al potenziamento
delle proprie capacità mentali.
La differenza sostanziale tra le varie arti interne consiste
nel fatto che ognuna di esse ha una metodologia di allenamento
ed una strategia di combattimento diverse.
Sostanzialmente il Taiji ed il Bagua hanno un orientamento
taoista.
I movimenti del Taiji quan sono paragonabili al fluire dell’acqua
che scorre incessantemente e si adatta a tutto ciò
che incontra nel suo fluire, che cambia il suo stato senza
perdere la sua natura: diventa dura come il ghiaccio o scompare
come il vapore. Il Taiji è come il serpente: morbido
ma non debole, forte ma non rigido. Il praticante di Taiji
apre e chiude il suo corpo velocemente, muta continuamente
aderendo al suo avversario. Esternamente è soffice
come la seta, ma internamente è duro come l’acciaio.
Il Taiji è lo stile meno aggressivo: la sua reazione
è sempre proporzionata all’offesa, non si attacca
per primi, ma quando si è attaccati si ridirige la
forza contro l’avversario.. La sua forza è
simile a quella di una palla nell’acqua: più
forte si spinge in giù, più forte la palla
gira su sé stessa e devia la spinta. L’energia
è presa in prestito solo per il tempo necessario
a completare un cerchio e ad essere restituita.
Il praticante di Taiji è come un centro immobile
che fa ruotare su sé stesso gli avversari assorbendoli
e poi respingendoli.
Il Bagua è armonioso e si basa sul principio del
mutamento. Il praticante di Bagua è come l’occhio
di un ciclone: il suo centro è in equilibrio, la
sua energie interna scorre come un fiume in piena, mentre
esternamente i suoi movimenti sono circolari I suoi passi
sono veloci e leggiadri come le nuvole, le tecniche come
fiocchi di neve che cadono così numerosi da non poter
essere evitati. Egli è come un tornado che nel suo
passaggio sradica e lancia lontano tutto quello che incontra;
come le onde dell’oceano che alternandosi vengono
sempre avanti.
Il Bagua si basa sull’I Jing il “Libro dei Mutamenti”
(testo esoterico e divinatorio sacro al taoismo) perciò
il suo principio ispiratore è il mutamento, lavora
sui movimenti circolari ed a spirale, i continui cambi di
direzione ed è specificatamente indicato per i combattimenti
contro molti avversari.
Il praticante di Bagua avvolge con i suoi movimenti circolari
il centro dell’avversario stritolandolo o disintegrandolo.
Alla base dello Xinyi c’è un animale feroce.
Il praticante di Xinyi è il predatore e il suo avversario
la preda. Esso uccide nella maniera più selvaggia
e veloce possibile. Nello Xinyi non si attende, né
si arretra, ma si attacca in maniera diretta, feroce, rapida
e implacabile. In origine lo Xinyi fu creato per rendere
i soldati killer efficaci, non fu inventato per l’autodifesa.
Il praticante di Xinyi non concede nulla all’estetica
e alla poesia: muove in modo immediato verso il centro dell’avversario
e lo distrugge, punto.
Riferendosi allo Xinyi quan e al suo valore nel combattimento
gli artisti marziali cinesi dicono: “Non è
bello, ma funziona” ed anche “Un anno di Xinyi,
dieci anni di Taiji”, ad indicare che l’efficacia
in combattimento si raggiunge in modo più veloce
e a lato delle “mani fiorite”, cioè delle
tecniche belle da vedere ma inutili in una situazione reale.
Similitudini e differenze con le altre branche dello Xinyi
quan
Se si mettono a confronto il Liuhe Xinyi quan con le sue
varianti coeve e con gli stili posteriori da esso originati
emerge una grande differenza.
- Le forme più ancestrali di Xinyi quan mancano del
lavoro interno, sono assenti le rotazioni del dan tien e
il gusto animale.
- Lo Xinyi quan dello Shanxi, quello della famiglia Dai,
è tra le forme più autentiche, ma condivide
con il Liu He Xinyi quan solo una parte dei suoi contenuti,
essendo un misto tra l’antica arte di famiglia, lo
stile della Mantide Religiosa ed il Liu He Xinyi quan.
- Negli stili moderni (lo Xingyi quan dell’Hebei e
sue varianti, fino allo Xingyi del moderno wushu da competizione)
gli animali sono dodici non dieci (i due aggiunti variano
a seconda delle scuole), manca il “corpo del drago”,
il “gusto animale” risulta meno chiaro, c’è
più rigidità e meno variazione d’altezza
nelle posizioni, infine sono meno pronunciati i movimenti
di contrazione-espansione.
Esistono comunque dei buoni praticanti dello Xingyi quan
più tardo che promuovono le stesse idee.
L’arte del corpo nello Xinyi Quan
Nello Xinyi quan prima si apprendono le posture degli animali
(qi gong statico e non), poi i movimenti (da fermi, sul
posto – ad esempio le “code” -, a triangolo,
le linee), poi gli “insiemi di collegamento”
dei movimenti ed infine le forme. Lo studio delle armi è
riservato a pochi ed è comunque successivo.
Ma ciò che è veramente fondamentale nello
Xinyi quan è il principio che sottintende a tutte
queste pratiche: l’arte per il corpo, non il corpo
per l’arte. Il gesto dello Xinyi come quello degli
animali che esso imita, è sempre un gesto globale
con motivazione marziale. Significa che esso è un
gesto completo e complesso la cui essenza e struttura è
determinata dalla sua finalità, che è sempre
il combattimento.
• Le due caratteristiche peculiari
del Liuhe Xinyi quan sono il gusto animale ed il corpo del
drago.
1) Il gusto animale
In principio questo stile al profano può dare l’impressione
di non essere bello come altri stili interni, anzi si ha
l’impressione di trovarsi in presenza di un grosso
animale selvaggio in cerca di preda.
Gli atteggiamenti ed i movimenti del praticante di Xinyi
sono spesso feroci, questo aspetto, questo linguaggio corporeo
spesso spaventano ed affascinano nel contempo.
Di certo chiunque può assumere un espressione facciale
feroce, ma quello che una persona comune non sa fare è
muoversi nella maniera ipnoticamente bella in cui si muove
un predatore.
Un praticante di Xinyi, invece, deve davvero muoversi in
modo non umano. E’ questo il vero aspetto interno
dell’arte che può essere trasmesso solo da
un maestro.
Bisogna sviluppare la capacità d’identificazione
con l’animale. Questo processo d’identificazione
non solo ci consente di cogliere lo spirito dell’animale
che stiamo imitando, ma anche soprattutto di sviluppare
il movimento naturale e spontaneo del corpo nello spazio.
Bisogna ottenere il potere offensivo che gli animali sono
in grado di generare quando combattono.
La struttura del corpo umano non è molto diversa
da quella di un animale, ma è posizionata diversamente
nello spazio. Ciò determina alcune differenze fondamentali.
La forza propulsiva dell’essere umano si sviluppa
principalmente dal sistema anche-bacino-spina dorsale.
Soltanto l’uso sapiente di questo sistema integrato
e le metodiche di allenamento create nel corso dei secoli
dai maestri dello Xinyi per svilupparne le enormi potenzialità
possono farci muovere nel modo flessuoso ed elastico degli
animali.
Bisogna immaginare, ad esempio, di essere come un grosso
felino in corsa: i suoi movimenti sono perfettamente bilanciati.
Esso si allunga molto quando spinge le sue zampe anteriori
in avanti; poi quando le sue zampe anteriori vengono portate
all’indietro fin quasi a toccare quelle posteriori,
il ghepardo si accorcia. La potenza propulsiva per spingere
insieme gli arti avanti ed indietro viene dalla zona del
ventre o dan tien che è perfettamente rilassato (yin)
mentre il dorso è teso come un arco (yang). Questo
raccogliersi ed aprirsi del dan tien dà al felino
il suo gusto animale.
2) Il corpo del drago
Il corpo del drago è un agire che trasforma il corpo
in una molla in tensione. Consiste in movimenti spiraloidi
continui: la parte superiore è girata da un lato,
la parte inferiore dalla parte opposta. Durante l’attacco
la molla si estende ed il colpo parte, nella tecnica successiva
la parte superiore e quella inferiore del corpo si caricano
nella direzione opposta e così di seguito in un susseguirsi
di tecniche micidiali e devastanti. E’ come un’arma
da fuoco automatica, una pistola che spara e si ricarica
automaticamente. Oltre al tremendo potere implicito a questo
modo di muoversi, un ulteriore vantaggio viene dalla posizione
laterale del corpo rispetto all’avversario: le zone
poiù vulnerabili sono nascoste e non facilmente raggiungibili
da un attacco.
• Le sei
armonie (Liu He)
Chi vuole raggiungere i più alti livelli di Xinyi
quan deve possedere le Sei Armonie o Liu He: vi sono tre
armonie esterne e tre armonie interne.
Le Tre Armonie Esterne, o Wai San He, sono:
1) la mano in armonia con il piede;
2) il gomito in armonia con il ginocchio;
3) la spalla in armonia con l’anca.
Le Tre Armonie Esterne sono relativamente semplici da comprendere.
1) “La mano in armonia con il piede” significa
che la mano si deve trovare nella posizione più efficiente
possibile rispetto al piede. Per esempio dovendo spingere
un’auto si allinea la mano con il piede per spingere
con più forza. Un altro significato della frase è:
quando il piede si muove anche la mano si muove. Quando
una tigre attacca non balza solo con le gambe anteriori,
anche quelle posteriori si muovono.
2) “Il gomito in armonia con il ginocchio” significa
che il gomito ed il ginocchio si combinano insieme, come
se fossero collegati da una fascia di gomma. Essi sono uniti
dal dan tien attraverso gli snodi di spalle e braccia, anche
e gambe.
3) “Le spalla in armonia con l’anca” significa
che la spalla deve agganciarsi all’anca, cioè
deve fissarsi sul dan tien. Questo è molto difficile
da realizzare, ma serrare la spalla con l’anca è
il solo modo con cui l’energia interna può
essere trasmessa alla parte esterna del corpo. Se le spalle
sono sollevate l’energia interna del dan tien non
può raggiungerle. Se invece le spalle rimangono in
contatto con il tan tien, l’energia può scorrere
e passarvi attraverso, arrivando fino ai pugni. La stessa
cosa accade nel taiji ed in tutti gli stili interni.
Le Tre Armonie Esterne sviluppano al massimo le abilità
del corpo armonizzandone i movimenti, facendo sì
che, anche se i muscoli sono rilassati, l’allineamento
strutturale, cioè la posizione di ossa e articolazioni,
sia molto stabile e connessa al dan tien, la parte interna
del corpo che fornisce l’energia. Dunque il corpo
è in ogni movimento perfettamente bilanciato e allineato
nella sua struttura.
Le Tre Armonie Interne, o Nei San He, sono:
1) lo spirito (Shen) in armonia con l’intenzione (Yi);
2) l’intenzione (Yi) in armonia con l’energia
(Qi);
3) l’energia (Qi) in armonia la forza (Li).
Le Tre Armonie Interne o Superiori non sono intuibili immediatamente.
1) “Lo spirito (Shen) in armonia con l’intenzione
(Yi)” significa che lo spirito, il centro, l’interiorità
devono interagire con l’intenzione, con ciò
che la mente vuole che si faccia.
2) “L’intenzione (Yi) in armonia con l’energia
(Qi)” e
3) “L’energia (Qi) in armonia con la forza (Li)”,
significano che quando si ha l’intenzione di voler
fare qualcosa il Qi , l’energia, deve essere attivata
ed i muscoli devono essere pronti a riceverla per poter
agire. Per esempio quando si guida un’auto e all’improvviso
c’è la necessità di frenare perché
un altro veicolo ci taglia la strada il nostro intero essere
supporta l’intenzione di evitare l’incidente,
nessuna parte di noi è distratta. L’intenzione
suscita l’energia che guida i muscoli a schiacciare
i freni. Se invece si guida, ma la nostra intenzione è
lontana o se si è ubriachi o troppo deboli per muoversi
velocemente e le gambe si piegano quando si cerca di schiacciare
i freni, ci sarà lo scontro. Se invece le tre armonie
interne funzionano in modo appropriato si reagirà
correttamente in ogni situazione. Il modo di allenare correttamente
le tre armonie interne è di allenarle una alla volta.
Per esempio quando si tira un pugno bisogna essere sicuri
di non usare spalle e braccia, bensì il tan tien
per imprimergli potenza. Questa modalità interna
di dare potenza al pugno è sconosciuta alla maggior
parte dei praticanti di stili esterni. Le tre armonie interne
riconducono ad unità il nostro sistema psicofisico
per permettere al Qi di agire. I movimenti dello Xinyi,
creati per imitare i movimenti degli animali, sono i più
adatti perché il Qi crei potenza.
Quando un praticante ha sviluppato le Sei Armonie il suo
pugno non è più solo un pugno, ma è
l’intero corpo che, mobilitato colpisce con devastante
potenza. Tutto il corpo diventa un’arma micidiale.
• I dieci
animali (Shi Da Xing)
I dieci animali sono:
1) L’orso, sviluppa la qualità della pesantezza.
L’attacco deve essere possente e distruttivo come
un orso inferocito. E’ uno dei sei poteri.
2) L’aquila, rappresenta la leggerezza. Inoltre l’artiglio
del rapace afferra e strappa. E’ uno dei sei poteri.
3) il gallo (o pollo), è sempre in equilibrio su
di una zampa ed avanza sempre. E’ uno dei sei poteri.
4) La tigre, sviluppa la potenza del collo e la determinazione
nell’attacco. E’ uno dei sei poteri.
5) Il drago, la vita del drago è una qualità
fondamentale e rende il corpo simile ad una molla in tensione.
E’ uno dei sei poteri.
6) La scimmia, usa l’astuzia e l’agilità
per colpire.
7) La rondine, scende a volo radente sul terreno e torna
su rapida e veloce.
8) Il cavallo, i pugni delle posture del cavallo sono devastanti
come gli zoccoli di un cavallo selvaggio.
9) Il serpente, usa i suoi movimenti spiraloidi per aderire,
avvinghiare e stritolare .
10) Il falco, le braccia colpiscono veloci e rapide come
le ali di un falco che ghermisce la preda.
Le qualità più importanti che un praticante
deve possedere sono quelle dell’aquila e dell’orso.
Le qualità dell’orso sono la pesantezza e la
durezza, se il praticante di Xinyi le fa sue la differenza
di potenziale che riesce ad esprimere è enorme.
Le qualità dell’aquila sono la leggerezza,
la morbidezza, il movimento a spirale, l’abilità
di cambiare, di adeguarsi ed infine l’abilità
di afferrare e strappare.
• I sei
poteri
Le sei arti del corpo dello Xinyi quan sono:
1) L’artiglio dell’aquila;
2) La vita del drago;
3) La schiena dell’orso;
4) Il collo della tigre;
5) La zampa (gamba) del gallo (o pollo);
6) Il suono del tuono.
1) “L’artiglio dell’aquila” significa
che la mano è come l’artiglio di un’aquila:
quando scatta non torna mai indietro vuoto. Prima le mani
vengono spinte in avanti in un attacco di palmo, poi le
dita si chiudono ad artiglio e strappano.
2) “La vita del drago” trasforma il corpo in
una molla in tensione. La parte superiore del corpo è
girata da un lato, mentre la parte bassa dall’altro.
Nell’attacco la molla si stende e la tecnica parte.
Poi la parte superiore ed inferiore del corpo si girano
nella direzione opposta e la molla viene compressa nuovamente.,
tesa e pronta per la tecnica successiva.
3) “La schiena dell’orso” implica che
la schiena venga curvata come un arco e le braccia scagliate
in avanti come frecce.
4) “Il collo della tigre” significa che il collo
deve sempre essere rivolto verso il nemico, come il collo
di una tigre deve sempre essere rivolto verso ciò
che sta cacciando.
5) “La zampa (gamba) del gallo” è un
concetto importante nello Xinyi per varie ragioni. Per prima
cosa i galli (o polli) non cadono mai: anche se hanno solo
due zampe (al contrario dei quadrupedi) sono estremamente
stabili. Inoltre quando un gallo cammina tutta la sua zampa
si sposta dietro l’altra. Se un uomo cammina con questa
andatura il cinto pelvico si sposta di lato e la zona esposta
dei genitali è minore. Inoltre in questo modo la
gamba posteriore viene nascosta da quella anteriore: quando
il nemico si accorge che la gamba di dietro sta calciando
è ormai troppo tardi per difendersi. Un’altra
ragione per camminare come un gallo è che esso non
indietreggia mai, anche nello Xinyi c’è la
regola di avanzare ed attaccare sempre. Per attaccare qualcuno
che gli sta alle spalle il praticante di Xinyi si volta
per poter continuare a muoversi in avanti.
6) “Il suono del tuono”, l’ultima arte
del corpo, è il suono feroce che si porta quando
si applica una tecnica. Esso ha tre funzioni principali:
a) facilita l’emissione dell’energia al momento
dell’attacco; b) evita che la mente si innervosisca;
c) il suono spaventa il nemico. La sua paura e la sorpresa
tolgono protezione al suo corpo proprio quando ne avrebbe
più bisogno. Tuttavia il praticante di Xinyi non
cerca di produrre un semplice suono rabbioso. Egli viene
spinto a produrlo dai suoi movimenti di attacco. E’
come il rumore di una cannonata. Il cannone è progettato
per sparare un proiettile, non per fare rumore. Il rumore
è solo un effetto secondario.
Le sei arti del corpo dello Xinyi sono molto importanti
per sviluppare il “gusto animale” e la ferocia.
Grazie ad esse il praticante attacca in modo diretto spaventoso
e feroce come un pericoloso animale selvaggio.
• I cinque
elementi (Wu Xing)
I cinque elementi sono:
1) Mu, il legno. Rappresenta il radicamento.
2) Huo, il fuoco. Rappresenta l’esplosività,
la velocità.
3) Tu, la terra. Rappresenta la pesantezza.
4) Jin, il metallo. Rappresenta la durezza.
5) Shui, l’acqua. Rappresenta la morbidezza, l’adattabilità
e la capacità di penetrazione.
Per comprendere i cinque elementi (più correttamente
“movimenti” o “mutamenti”) è
necessario conoscere la teoria della loro generazione e
della loro distruzione. Entrambe sono classicamente rappresentate
con un diagramma a forma di pentacolo.
Il Ciclo della Generazione (Sheng o Cheng) prevede che:
- Il legno genera il fuoco;
- Il fuoco genera la terra;
- La terra genera il metallo;
- Il metallo genera l’acqua;
- l’acqua genera il legno.
Il Ciclo della Distruzione o Dominazione (Ke o Ko) prevede
che:
- il legno domina la terra;
- la terra domina l’aqua;
- l’acqua domina il fuoco;
- il fuoco domina il metallo;
- il metallo domina il legno.
Nel Liu He Xinyi quan i cinque elementi ed i principi che
li sottintendono non rappresentano delle specifiche tecniche,
ma delle modalità di esecuzione ciascuna delle quali
può essere presente da sola o insieme alle altre
in ogni tecnica. Per intenderci, non esiste ad esempio un
pugno fuoco o metallo, ma un gesto che può essere
eseguito privilegiando una modalità espressiva o
un’altra, oppure un’azione sintetica di diverse
qualità espresse in rapida successione.
• Le cinque
forze
Le cinque forze sono:
1) Guo, spostarsi. E’ rappresentato, ad esempio, dalle
posture in movimento della scimmia ed è utilizzato
per ridurre le zone del corpo esposte all’attacco
dell’avversario mentre c i si sposta e ci si avvicina.
Questo movimento, questo principio è utilizzato per
difendersi e nel contempo contrattaccare.
2) Cai, fare un passo all’interno. E’ ad esempio
il passo incrociato del gallo o del pollo (la cui stabilità
è uno dei sei poteri dello Xinyi) mentre ci si difende
e attacca simultaneamente e si colpisce la gamba anteriore
dell’avversario strisciando il proprio piede sul suolo
come un serpente.
3) Contrarre ed
4) Esplodere. Sono ben rappresentati dalla figura mista
“Il drago si arrotola e l’aquila dispiega le
ali”. Nella prima parte i muscoli interni si condensano,
il corpo scende, l’energia viene raccolta, l’attenzione
è nel colpire tagliando. Nella seconda parte, come
i muscoli interni si allungano, il corpo sale e le braccia
e le mani parano e attaccano simultaneamente. Questo esercizio
viene utilizzato per condensare l’energia e poi espanderla
in modo esplosivo.
5) Pu, aggredire, come una tigre che afferra una preda.
La pratica di questo principio aumenta la velocità
dell’attacco e la capacità di coprire la distanza
dall’avversario. L’intenzione durante il movimento
è nell’aggredire mentre le mani devono sempre
essere sincronizzate con i piedi per catturare, attaccare
e trattenere l’avversario.
